La passeggiata

(ovvero come scegliere le scarpe più adatte al nostro viaggio)
Mia moglie Susanna mi accompagnerà per un tratto della nostra lunga camminata.
Susanna non è una persona sportiva, non è particolarmente abituata a camminare, va in bicicletta tutti i giorni, e con la sua pedelata casa-lavoro si tiene in forma. Non sa leggere una cartina né ha la minima idea di come funzioni un GPS.
Insomma, un caso tipico di “persona qualunque” che ci accompagnerà nel CamminaFrancigena.


Sono piuttosto preoccupato di quelle che potrebbero essere le sue reazioni a un viaggio così faticoso, e le ho raccomandato di inziare ad allenarsi con grande anticipo.
Oggi abbiamo fatto la prima “passeggiata” di allenamento: circa 20 km, tanto per capire di cosa stiamo parlando. E i primi 7-8 proprio lungo la Francigena, tra la nostra cascina-sede di Roppolo e Piverone; per poi inoltrarci tra i boschi della Serra Morenica di Ivrea, e ritornare alla base.
Un tempo meraviglioso, con un bel sole mai troppo caldo, una fioritura colorata, le prime farfalle, qualche picchio, qualche incontro piacevole hanno alleviato la fatica, che per Susanna si è fatta sentire.

Ma il principale problema della giornata è stato il mal di piedi, che sarà forse il nostro più grande nemico durante il viaggio.
Susanna calzava scarponcini da trekking leggeri, che normalmente non le fanno male, ma oggi dagli 8 km in poi ha avuto problemi. Forse perché le ho consigliato una calza pesante (io la preferisco perché ammortizza meglio i colpi), o forse perché gli scarponi sono un po’ stretti.
Io ho usato i miei soliti scarponi da montagna pesanti, che volevo collaudare in una giornata relativamente calda e con dislivelli piuttosto ridotti. Il comportamento è stato eccellente, sono vecchi, quasi bucati, ma proprio per questo non mi danno il minimo problema. Non so come si comporteranno nel caldo luglio che ci aspetta, ma credo che saranno la mia principale calzatura.
Tutta questa premessa per arrivare alla domanda fatidica: che scarpe usare per il CamminaFrancigena?
La prima risposta deriva dal buon senso: dobbiamo usare delle scarpe con cui abbiamo camminato molto, che abbiano preso la forma del piede, le cui sole si siano già un po’ consumate, adattandosi alla nostra camminata.

Dobbiamo collaudarle a lungo su terreni simili a quello che ci aspetta: un misto di asfalto, sterrate, carrareccie e qualche sentiero. Con dislivelli in genere non eccessivi, e con un caldo che in certe giornate potrà diventare quasi insopportabile.
Secondo me la calzatura più adatta è uno scarponcino leggero ma alto, con impermeabilizzazione in in Goretex (o simile), in grado sia di sostenere la caviglia, molto sollecitata dal peso dello zaino, sia di affrontare i (rari) guadi, i giorni di pioggia, i passaggi più difficili. Se la qualità è buona lo scarponcino vi accompagnerà volentieri anche sugli sterrati leggeri e sull’asfalto.
Sconsiglio categoricamente le “scarpe da ginnastica”, e in genere le calzature leggere. Dovremo affrontare tratti molto sconnessi, e secondo me il pericolo di storte e botte ai piedi con le scarpe leggere (anche i modelli hi-tech supertraspiranti che si trovano in molti negozi insieme alle scarpe da trekking) è piuttosto alto. Inoltre alla lunga non si rivelano nemmeno comode perché la pianta del piede potrebbe essere sollecitata per ore dai sassi e dalle irregolarità del terreno.
Qualche anno fa, in vista del Cammino di Santiago ho comprato un paio di scarpe basse di una primaria marca del settore dell’outdoor: superleggere, ipertraspiranti, megatecnologiche. E ovviamente costose. Le ho provate una volta per due giorni di trekking, e le ho riposte nello scaffale, dove giacciono tuttora. Il piede mi andava troppo “a spasso”, non era sostenuto nei passaggi difficili, sentiva tutte le asperità, e mi sembrava che aumentasse la fatica. 
Lo stesso discorso secondo me vale per i sandali: anche se farà molto caldo non so se consigliarvi dei sandali da trekking, a meno che voi non siate veramente molto allenati (e le vostre caviglie molto robuste) e abituati a usarli a lungo.
Concludo, prima di lasciare lo spazio ai vostri eventuali commenti e suggerimenti, con una raccomandazione: i piedi saranno la parte del corpo più sollecitata, la principale fonte di fastidio e dolore, e l’argomento principale dei nostri discorsi per un mese. Non trascurate alcun aspetto che riguardi la salute dei vostri piedi, e non risparmiate un Euro sulle calzature, o ve ne pentirete amaramente.

Alberto

4 Risposte to “La passeggiata”

  1. Manlio said on 26 apr 2008 at 12:18 pm #

    Eh si, mi accingo a iniziare questa camminata con il pensiero (comune) “come mi devo equipaggiare?” Quali scarpe, quale abbigliamento.
    Arrivo da esperienze simili ma in realtà parecchio distanti per qualità e quantità.
    Parlo di trek di diversi giorni, ma in alta montagna e con dislivelli importanti dove il piede e la caviglia sono sollecitati in salita sulla parte del tallone e in discesa a livello della punta con conseguente formazione di vesciche, per non parlare della forza fisica nelle gambe utile più per sforzi relativamente brevi nel tempo rispetto a una camminata (di durata) di 20/25 km al dì.
    Inoltre per i trek di diversi giorni in montagna si fanno i conti con il maltempo, piogge e peso dello zaino che supera ampiamente in certe condizioni (vedi tenda e sacco a pelo) i 12kg.
    Fortuna che la tecnologia ci viene in aiuto.
    Questa digressione per riflettere su cosa mi porterò appresso.
    Lo scarpone di cuoio che uso da qualche hanno si è perfettamente “formato” intorno al mio piede, trasferendomi una comodità che all’inizio era traducibile in vesciche ampie e dolorose, soprattutto se l’escursione era di diversi giorni.
    Su terreni e dislivelli modesti, ma soprattutto su percorsi così lunghi come la Francigena, non mi ci sono mai cimentato (tranne quando mi rubarono la bici, sigh) , per questo al più presto inizierò un percorso di prova di circa 20 km per saggiare le mie performance.. si insomma, verificherò lo stato dei miei piedi calzando quegli scarponi che pesano poco meno di 1kg, più altre considerazioni… viaggiare da solo per km, … se piove, … cosa portare nello zaino?
    Certo lo stimolo è forte, anche in vista della Cammino di Santiago che prima o poi andrò a percorrere.
    A presto.

    Manlio

  2. Jvonne said on 28 apr 2008 at 4:48 pm #

    Anch’io ho qualche dubbio sulla scelta delle scarpe.

    In genere faccio percorsi di montagna con scarponcini e calzettoni ormai rodati da anni che non mi hanno mai dato problemi. Venerdì e sabato li ho provati su lunghi tratti di strada in parte bianca e in parte asfaltata, mi sono sembrati un po’ troppo pesanti da portare ai piedi… anche se, con lo zaino pesante, mi hanno dato molta sicurezza anche in pianura!
    Nelle prossime settimane proverò comunque l’alternativa della scarpa più leggera (dalla descrizione sembrano le stesse che Alberto ha messo nell’armadio dopo due giorni di trekking…) e relativi calzettoni sempre su un lungo percorso.
    Poi deciderò se abbandonare i cari vecchi scarponcini…

    E’ difficile dare consigli sulle calzature anche perché ognumo ha le sue abitudini.

    Sicuramente però è importatnte indossare scarpe e calze e provarle più volte su lunghi percorsi misti (sentieri e asfalto) portando sulle spalle anche uno zainetto.

    Ciao a tutti, Jvonne

  3. Roberto said on 29 apr 2008 at 5:55 pm #

    A proposito di scarponi

    Le scarpe da ginnastica, lo dice il nome, sono buone per la ginnastica, in palestra, con tutto il rispetto per la palestra.
    Il trek è un mondo diverso, non voglio dire migliore o peggiore, è semplicemente diverso, ha le sue regole: non si va in una vigna con una Ferrari, ma neanche a Monza con un trattore.

    Convenuto che sono “fortemente auspicabili” gli scarponi, per un lungo viaggio, non bisogna comprarli ad hoc; è meglio portare i compagni di millanta passi, che conoscono ogni piega del piede, si sono amati e odiati infinite volte, ora sono affiatati e vivono tutti, piedi e scarponi, con angoscia il momento in cui la suola cederà definitivamente e anche loro andranno in cantina, assieme ai veterani del monte bianco e dall’alta via, che non c’è il coraggio di buttare, nonostante la moglie, che ha “bisogno di spazio” e “non ne può più di tutto questo vecchiume”.

    Lo scarpone è una parte di te, dopo l’innamoramento nella vetrina o sul catalogo, i primi incontri nelle brevi uscite di poche ore o di un giorno, i dispetti dei percorsi un po’ più lunghi (ai quali talvolta seguono tempestosi divorzi), il solido rapporto delle lunghe uscite quando sai di poterti fidare, e infine la “tristezza” di sapere che “stanno cedendo” e dovrai ricominciare.

    Impermeabili, ovviamente, in goretex o simili (se possibile), rinnovando periodicamente l’impermeabilizzazione, perché fare cic ciac per ore dopo un passaggio in dieci centimetri d’acqua ti cuoce il piede e fa venire vesciche da campionato mondiale.

    Ma non bisogna dimenticare i fratelli siamesi degli scarponi, i calzettoni, anche qui le calze da palestra sono una cosa, i nostri calzettoni sono un’altra: “tecnici”, con i rinforzi e le imbottiture nei posti giusti, non costano un’eresia (un po’ di più dei normali calzini di certo), ma ogni centesimo speso che evita una vescica è speso bene.

    Non mi sono mai svenato, ma con dei calzettoni decenti, tipo quelli di decathlon o i thorlo, per capirsi, negli ultimi anni (toccando ferro) ho perso il ricordo delle vesciche.

    Spero che queste parole in libertà possano essere utili a qualcuno

    A presto

    roberto

  4. isa said on 31 mag 2008 at 12:03 pm #

    ahhh le scarpe!!! dopo aver percorso 210 km da ponferrada a santiago in 7 gg, con ai piedi un paio di normali scarpe da ginnastica comodissime commento: le suole erano troppo sottili e il piede sentiva tutto. Ma il mio problema è stato che i piedi hanno iniziato a gonfiare e infiammarsi all’interno dei tessuti, forse per il caldo, forse per via del terreno eccessivamente duro e per i tratti di asfalto, fatto sta che la prossima volta utilizzerò uno scarponcino con una buona suola, che non mi surriscaldi il piede e dia un buon sostegno. E calze da sostituire sovente ed evitare di camminare con i piedi umidi, la pelle cuoce e si formano le vesciche.
    E’ stata dura, i miei piedi hanno portato le conseguenze della passeggiata per 3 mesi, ma sono pronta a ripartire. Se ce la faccio mi unisco a questa iniziativa, la sto seriamente valutando.
    Zaino da 8 kg, dentro avevo tutto il necessario (anche qualcosa di troppo) ma non il sacco a pelo) dopo un pò diventa leggero non si sente più, ma le giunture non sono abituate, okkio alle infiammazioni a tendini e articolazioni.
    E tanta acqua, bere, mai restare senz’acqua!!!

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