13 Luglio – Alberto Conte

Oggi mi metto d’impegno per partire presto. Ma i miei sforzi sono vani: riesco a mettermi in cammino alle 8, ancora mezzo addormentato, in una Camaiore sonnecchiante come me.Cammino con mia moglie Susanna verso Monte Magno, tra qualche scroscio di pioggia, che cessa appena indossiamo la giacca a vento, per ricominciare appena ce la togliamo.
Ogni bar aperto è una tappa obbligata, anche per fare quattro chiacchiere con gli avventori, che da queste parti sono molto preparati sull’argomento della camminata lungo la Francigena. A Valpromaro un signore se la prende con Susanna, colpevole di avere camminato sulla destra della carreggiata. Cerchiamo di spiegargli che sulla sinistra, dove un terrapieno occupa tutta la banchina, ci avrebbero travolti. Spiegazione vana: non gli interessa parlare con noi, ma difendere il suo ruolo di “tuttologo” con gli altri clienti del bar.
Saliamo a Piazzano, delizioso villaggio dove un indigeno molto cortese ci offre dell’acqua, e scendiamo a valle per un sentiero scosceso. Il resto della tappa è senza storia, fino all’arrivo a Lucca, dove entro per la prima volta a piedi.
Lascio una moneta a un violoncellista che suona sulla via Fillungo, che mi dedica un pezzo di benvenuto.

6 Responses to “13 Luglio – Alberto Conte”

  1. daniela said on 2008-07-14 at 3.32 pm #

    Com’è avvincente leggere il cammino raccontato da Alberto! Mi sembra di essere lì a godere dei dettagli del paesaggio e a viverne le suggestioni. Speriamo che sia così anche per il mio tratto da Siena a Viterbo e che la fatica non mi annebbi le emozioni…
    Daniela

  2. isa said on 2008-07-15 at 8.28 am #

    avrebbe dovuto essere la mia prima tappa, ma ho rinuciato perchè temevo il caldo, che patisco parecchio.
    partecipando alla marcia pro-tibet sul colle dell’Assietta, vi ho pensati, e un po ho camminato con voi.

  3. MarcoDE said on 2008-07-15 at 3.08 pm #

    Daniela… su una chiesa di Astorga, lungo il Camino di Santiago, c’è un mosaico con una frase che recita più o meno così:

    Pellegrino
    fa che la stanchezza del cammino non ti annebbi i pensieri
    l’importante è l’arrivo?
    o non sarà, invece, l’incontro con il monte, col fiume… (con gli altri Pellegrini, ci aggiungerei io…)
    con la direzione che hai perduto…
    …con lo stesso Dio forse?

    No, la stanchezza non deve annebbiarci i pensieri e le emozioni, ma c’è una fontana per rinfrescarci quando sarà troppo caldo e un po’ di ombra per riposare se ce ne sarà bisogno. Sul Camino di Santiago è sempre stato così…

    Anch’io camminerò da Siena a Viterbo, saremo compagni in questa avventura. A me piace camminare ed ho camminato molto, sia da solo che in compagnia. Essere con altre persone stempera la fatica e se hai un momento di sconforto basta una “cretinata” detta da qualcuno anche inconsapevolmente, per non farci più caso.

    Quindi… a presto sulla Via (e mi raccomando… tieni lo zaino leggero!)

    Marco

  4. richard said on 2009-12-02 at 1.12 pm #

    Gli abitanti di Piazzano non sono indigeni, e il percorso fino a Lucca non è vero che è senza storia, forse, anzi sicuramente, non sai dove guardare e il percorso in lucchesia è uno dei più belli, meno male senza bar…

  5. Alberto Conte said on 2009-12-02 at 4.36 pm #

    Caro Richard,
    Temo di essermi spiegato male nella mia pagina di diario:
    1. indigeno significa letteralmente “originario del luogo”, e ciò immagino valga anche per gli abitanti di Piazzano.
    2. il fatto che “il resto della tappa è senza storia” significa che IO non ho avuto nulla da raccontare relativamente a quel giorno, non certo che il territorio sia senza storia. Anzi, adoro quella zona, ci ho passato molto tempo in vari periodi della mia vita e la trovo molto bella.

  6. Richard said on 2009-12-04 at 11.04 am #

    Già… è vero, ma spesso la parola viene usata in un altro senso. Ma hai ragione.
    Posso dirti che è appena uscito un fotolibro sul percorso in lucchesia, questo è un fatto importante, era l’ora che qualcuno valorizzasse l’antica Via con una guida preziosa.
    Ciao

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