27 Luglio – Angela Croci
Partenza presto di Daniela e Marco: non sono riuscita a dire quasi nulla…solo lacrime. Accidenti questa Cammina Francigena come mi smuove il cuore!!
Partenza con il bus fino in centro con Jvonne, Andrea Gianni e Cristiano (questi ultimi due raggiungono Vetralla in treno)
Noi da Viterbo proseguiamo per porta Faul verso l’uscita della città e qui dopo poco il primo problema: ci sono due indicazioni…
Proseguiamo il caldo si fa sentire; lungo il cammino incontriamo gente cordiale. Visitiamo una Tomba Etrusca quasi dentro una proprietà privata tant’è che il padrone ci dice che ci accende la luce della tomba…
Il caldo è devastante. Percorriamo una strada bianca che costeggia la super-strada Viterbo-Roma, non c’è ombra. Solo polvere, perché ogni tanto passano macchine agricole o auto che non hanno l’accortezza di rallentare.
Siamo stanchi e ci fermiamo a riposare all’ombra sotto al cavalcavia della super-strada. Ci sediamo per terra e mangiamo quel poco che abbiamo (frutta e schiacciatine) dividendocelo. Stamane non siamo neppure riusciti a fare colazione: grosso errore!!
Andrea non mangia quasi mai frutta e ha poca acqua, anche noi stiamo finendo la nostra.
A me e a lui viene un colpo di sonno e non sapendo come fare, ci appoggiamo l’uno contro l’altro, cioè schiena contro schiena, seduti e così in quella posizione ci addormentiamo. Sfiniti, sotto l’unica ombra nel giro di km con Jvonne che ci guarda e ci lascia riposare…
Si riparte, sempre polvere, sole, polvere e sole.
Il paesaggio non è un granchè forse perché il caldo è opprimente.
Finalmente arriviamo ad un bivio e qui entriamo in una zona ricca di olivi e viti, terreni coltivati, però si sale e poi dobbiamo addirittura incamminarci in un tratturo con le sterpaglie alte quanto noi.
L’acqua è finita; io stamane ne avevo 2 litri, ora neanche una goccia, i miei compagni sono nelle mie stesse condizioni.
Lungo una carraia finalmente in lontananza Andrea ed io vediamo il tetto di una casa: miraggio???
No, è veramente un tetto! Mezz’ora di cammino per arrivare…ed è un rudere; Jvonne controlla ma di acqua nulla.
Proseguiamo facendo ulteriore sforzo e vediamo dopo un po’ delle case, ci dirigiamo verso quella più vicina a noi, suoniamo. Risponde Franca, la padrona di casa che appena ci vede dice “Pellegrini volete acqua?”. Ha già capito tutto…ha capito dalle nostre espressioni cosa cercavamo.
Ci porge il tubo dell’acqua e subito beviamo, ci rinfreschiamo, ci laviamo, riempiamo le bottiglie.
Parliamo un po’ con lei, per fortuna oggi è domenica ed è a casa dal lavoro, ma se fosse stato durante la settimana a casa non ci sarebbe stato nessuno…
La ringraziamo, lei rientra e noi ci sdraiamo sul prato in mezzo agli olivi davanti a casa sua.
Acqua!!!!Mai rimanere senza. Ma come prevedere che 2 litri non sono sufficienti e che sul percorso non c’è nemmeno l’ombra di una fonte
Si prosegue per altri km, poi finalmente arriviamo al Convento a Cura di Vetralla anche se il gps lo segnala 2 km sotto. Gli altri amici sono tutti arrivati, finalmente insieme ci scambiamo le vicissitudini del giorno, poi la doccia, la cena il ritrovo fuori in giardino e poi a letto perché domani si parte per Sutri.
