Dal santuario di Oropa a Roma in bicicletta

In bicicletta sulla Via Francigena

Riconosciuta nel 2004 come Grande Itinerario Culturale da parte del Consiglio d’Europa, la Via Francigena con la sua denominazione indirizza il pensiero all’epoca medievale,ad una via che portava oltre le Alpi. L’idea della “Francigena “ mi affascina. Anche il Biellese è attraversato da questo filo conduttore che nella nostra penisola unisce il Gran San Bernardo a Roma.

Nasce intorno al VII secolo esclusivamente di natura spirituale: il pellegrinaggio a Roma a visitare la tomba di Pietro. Tento di dare un significato al mio viaggio.Parto dai 1180 mt. del Santuario di Oropa, luogo simbolo da secoli del Biellese. D’altra parte  la cupola del Galletti della Chiesa Nuova ricorda la cupola michelangiolesca e se non altro iniziare in discesa non è male !
Non esiste un’autentica Via Francigena ma si fa comunque riferimento ad essa secondo l’itinerario di Sigerico, arcivescovo di Canterbury che nel 990 in un manoscritto elenca le 80 tappe di cui 48 In Italia che segnano il percorso.
La bicicletta è il mezzo di trasporto che preferisco per andare al lavoro,per visitare città e territori,per girovagare nel mio Biellese. Con un bagaglio di 22 Kg suddiviso in borse posteriori e anteriori,attrezzato per ogni possibile imprevisto meccanico e climatico, parto sulle note di “Forever young” di Bob Dylan, allo stesso modo con cui Fabrizio Ardito conclude il suo diario a piedi sulla via di Sigerico.
Discesa su Biella,che meraviglia ! E’ l’alba del 29 Agosto.Un saluto a San Giacomo al Piazzo,al Battistero e via..Ponderano ..Cerrione…la Serra…Zimone con l’ incantevole panorama sul Lago, un’occhiata al “Gesiun”di Piverone ed eccomi sulla “Francigena”. La strada passa fra i vigneti della Cella di San Michele, il borgo di Viverone, Roppolo col suo Castello fino alla  spettacolare “rotonda francigena”,rappresentazione del cammino e dell’accoglienza lungo la Via. Luoghi che nessuno puo’ dimenticare.Sarà una pedalata fra Romanico e Gotico.

AL BATTISTERO DI BIELLA ALLE 7.00 DEL MATTINO

Al battistero di Biella alle 7.00 del mattino
Ho la sensazione di essere un moderno cicloturista medievale. Dopo S.Maria di Babilone, a Cavaglià comincia il mio gioco “fuori casa”. Inizia la pianura padana e il vercellese.

roppolo

sosta alla rotonda Francigena di Roppolo
A Santhià nella cripta di Sant’Agata incontro due signore francesi o meglio Francigene, sono partite da Aosta  e arriveranno a Vercelli. Il prossimo anno ne faranno un altro pezzo. A piedi sono necessari almeno 40/45 giorni per l’intero percorso. Le risaie mi fanno compagnia.
Attraverso Vercelli con la Basilica di S.Andrea, supero il Sesia e poi Palestro, Robbio, Nicorvo… fino all’Abbazia di Sant’Albino a Mortara fondata da Carlo Magno, dove devio per Gambolò e  Santa Maria delle Bozzole. A Groppello Cairoli seguo lo sterrato che per Villanova D’Ardenghi, all’interno del Parco del Ticino, mi porta pedalando lungo l’argine, direttamente al Ponte Coperto di Pavia. Respiro ancora aria biellese, sono ospite per la notte di Fra, Yuri e Lore, simpaticissimi studenti universitari di Cossato.
Lasciata Pavia, dopo una visita a San Michele  e a San Pietro in ciel d’oro, seguendo la “ strada bassa “ per San Leonardo, dopo Belgioso e Chignolo Po, superato il Lambro ,entro nel Comune di Orio Litta che ha fatto della Via Francigena la sua attrazione. A Corte S.Andrea che raggiungo percorrendo l’antico percorso, c’è il “Transitum Padi” o guado sul fiume Po. E’ un luogo di silenzio che fra le acque del Grande Fiume e la campagna lodigiana stimola la meditazione.

guado po

Il Po al guado
Una incisione su pietra indica HAEC ROMAM VIA EST…che mi conferma che non ho sbagliato strada. Qui la Compagnia di Sigerico offre la possibilità ai pellegrini di essere traghettati sulla  sponda opposta. In bicicletta è un po’ più complicato ma l’alternativa al guado è comunque suggestiva ,pedalando lungo l’argine e seguendo le anse del Po. Suscito curiosità in alcuni ciclisti locali che si godono questo tratto di strada senz’auto. Uno di loro mi affianca e pedaliamo insieme per alcuni Km, vuole sapere tutto della Francigena..ma io ne conosco solo una parte… Dopo Guzzafame e Valloria giungo a S.Rocco al Porto ed in breve, attraversato il Po, sono nel  centro di Piacenza.
Prendo la Via Emilia dove il traffico è intenso ma sopportabile, oltrepasso il Nure e diritto fino a Fiorenzuola d’Arda dove prendo la deviazione per l’Abbazia di Chiaravalle della Colomba.
A Chiaravalle la ragazza dell’ATL di Alseno mi accoglie sorridente”Ciao sei un pellegrino?“ rimango interdetto…”La scorsa settimana è passato un ragazzo partito da Canterbury in bicicletta come te che faceva la Francigena” anch’io faccio la stessa via ma il mio percorso….è un po’ più breve…”Ti do la Credenziale con il timbro del Comune !”. Continuo la piacevole chiacchierata, ringrazio e riprendo a pedalare con un animo diverso: credo di essere anch’io un pellegrino di questo terzo millennio ! Pochi km e arrivo a Fidenza,sede dell’Associazione Italiana dei Comuni della Via Francigena. A Casa Cremonini proprio di fronte al Duomo l’accoglienza da parte di Aldo Magnani è calorosa. Ad Oropa è di casa, per via della “Borsa dei percorsi devozionali”. E’ il grande promotore della Via, mi dona una seconda Credenziale più aggiornata, mi offre consigli e mi trova un posto letto presso i Francescani con i quali ,in serata ,in un’atmosfera simpatica e informale, condivido anche la cena comunitaria e una buona bottiglia di lambrusco.
La Credenziale è come un passaporto, ti permette di farti riconoscere nei luoghi di accoglienza, è un documento di presentazione che contraddistingue il pellegrino. Con i timbri di Comuni, Pro loco, ATL, Parrocchie, Conventi, “certifica” il tuo passaggio alla volta di Roma. E’ il segno dell’ accoglienza e dell’ospitalità. E’ un percorso a sé, alla fine mi ritroverò con ben trenta timbri sulla mia personale Credenziale.

sivizzano

Sivizzano. Entrata monastero XI sec.
Saluto la pianura padana e parto all’ attacco dell’Appennino! Il passo del Monte Bardone è ora il Passo della Cisa. Raggiunta Costamezzana , supero Medesano e attraversato il Taro a Fornovo si sale lungo la val Braganza nella Riserva Naturale del Monte Prinzera. In questo tratto la segnaletica francigena è fantastica ed ogni nucleo abitato è in sintonia con l’antica via. La salita è ripidissima…si sale e…si scende di sella…e si spinge! Nei pressi della Pieve di Bardone mi pare un sesto grado! La fatica è tanta ma il luogo e il paesaggio sono di incomparabile bellezza.
Si continua a salire…Terenzo,  Cassio con salutare sosta e rifornimento d’acqua alla Piazzetta del Pellegrino..per poi arrivare a Castellonchio e quindi Berceto.
A Berceto all’Ufficio Turistico molto gentilmente mi offrono materiale illustrativo, mi mettono a disposizione il punto internet e mi confermano la disponibilità di posti letto  alla “Casa Rossa”.
Riparto, sono gli ultimi km della faticosa ma gratificante giornata …la casa cantoniera trasformata in “Ostello della Via Francigena” mi stà aspettando.Ceno con Loredana di Perugia e Anna di Milano amiche “navigatrici” molto informate ,appassionate di trekking .
Anna conosce il G.T.B. e mi chiede dei dieci Santuari biellesi, in primavera verrà a Biella.  Sono partite da Fidenza e la loro meta è Lucca attraverso i sentieri della V.F. e del C.A.I.
Sono al Passo della Cisa ,faccio una foto come i grandi campioni ! Di fronte a me un discesone, devo fare attenzione alla velocità per il peso dei bagagli. La Lunigiana e la Valle del Magra. Sono in Toscana. A Pontremoli incontro un gruppo infinito di ragazzi con lo zaino in spalla. Sono in 120 della Facoltà di Architettura di Venezia accompagnati dai loro docenti. Conoscono Oropa e mi domandano con stupore “Vai fino a Roma? “ Loro viaggiano un po’ a piedi e un po’ motorizzati…e a Lucca  si fermeranno .E’ la loro vacanza-studio, sono tutti allegri ,bella storia! Li precedo prima alla Pieve di Sorano e poi a S.Caprasio ad Aulla dove li stanno aspettando per il pomeriggio.
Il Sig. Enrico esperta guida volontaria mi illustra tutti i reperti storici raccolti nel Museo annesso alla Chiesa dove la tomba del Santo è una delle più importanti testimonianze della Via Francigena. Attraverso un angolo di Liguria fra S.Stefano Magra e Sarzana ,prendo L’Aurelia e deviando per l’antica città di Luni visito poi Carrara e il suo Duomo, Massa e Pietrasanta .Sono nel cuore delle Alpi Apuane ma il traffico dell’Aurelia è sfiancante .Mi fermo in un campeggio.
Un lungo rettilineo ed eccomi nella bella conca di Camaiore . In Comune mi fanno un bel timbro di Campus Major apposta per la Francigena. Supero i tornanti di Montemagno e dopo S.Martino in Freddana ho di fronte a me Porta S.Maria e la cinta muraria di Lucca ! Visita immediata a S.Frediano ,S.Michele in Foro e al Duomo….ma un bel giro sulla ciclabile delle mura non me lo posso perdere!
Esco dalla città e inizialmente prendo la “Pesciatina “ per poi deviare su Capànnori e Porcari giungendo ad Altopascio. Qui anticamente esisteva un grande Ospitale per i pellegrini ed ora che la tradizione continua….al Comune sembra quasi che mi aspettino, mi invitano ad entrare e mi accompagnano al distributore di acqua fresca con una cortese naturalezza che oramai non mi stupisce più…In Biblioteca sono tutte contente di ricevere la mia visita e mi offrono lo stampo di un gigantesco timbro dell’ Ordine del Tau e del Centro Europeo dell’ Ospitalità che occupa ben sei spazi della mia Credenziale ! Magnifico !
Nuovamente in sella , a Galleno c’è ancora un breve tratto di strada originario, Ponte a Cappiano, Fucecchio e attraverso l’Arno nei pressi di S.Pierino. A S.Miniato Basso incontro ad un semaforo Birgit Gotzmann di Losanna ,viaggia su una strana bicicletta pieghevole con le ruote piccole. E’ poliglotta ed ha già scritto una guida sulla Francigena in lingua tedesca “Der weg ist das ziel “ che tradotto significa “la strada è la meta” delle edizioni Outdoor. E’ qui per aggiornare la sua guida. Ci fotografiamo e ci auguriamo mille cose belle. Potrei fermarmi anch’io,l’ospitalità è data dalla “Misericordia “di S.M.Basso. Decido di salire a S.Miniato Alto, fa caldo e la torre di Federico II in cima al colle mi sembra un miraggio e…. per la seconda volta mi devo arrendere e spingo a piedi la mia compagna a due ruote.
Raggiungo il Convento dei Francescani dove con una modica somma oltre a dormire,  condivido in un cenacolo del 1211 , con i minori conventuali e due coniugi di Grenoble, una abbondante cena a base di panzanella ,salumi ,pecorino e vino rosso locale che mi stimola poco più tardi ad una saporosa dormita.
S. Miniato è l’inizio di un interminabile saliscendi fra le colline toscane. Di buon mattino raggiungo la Madonna della Tosse e Castelfiorentino e poi su fino a Pieve in Chianni e Gambassi Terme. Proseguo in discesa fino a Certaldo e poi comincia l’arrampicata verso le torri di San Giminiano che già si intravedono in lontananza. Un gruppo di ciclisti inglesi sulle loro “superleggere” mi affianca lentamente ed uno dopo l’altro mi superano incoraggiandomi a non mollare…. si sorride e si scherza. Un furgone attrezzato li attende in cima al colle e con grande spirito di solidarietà mi aspettano, mi offrono acqua fresca…sono letteralmente a secco…mi riempiono le borracce, manate sulle spalle da parte di tutti e un augurale “ good bike my friend “. Sulla strada, fra ciclisti, ci si saluta normalmente , qui sulla Via Francigena si diventa amici…
Entro da Porta S.Matteo ,sono emozionato ,c’è un gran numero di turisti, mi sento piacevolmente osservato.  In Piazza della Cisterna sotto la Torre del Diavolo una coppia di canadesi con nonno Italiano di Pordenone riconosce la mia Kona Sutra. Infatti anche la mia compagna è originaria del Canada ed è diventata famosa nel mondo del cicloturismo, fino ad arrivare anche a Biella, per aver compiuto un raid dall’ Alaska alla Patagonia pedalata da un serio temerario. San Giminiano è un tuffo nel Medioevo ,è un vero patrimonio dell’ umanità, saluto tutti ed esco da Porta San Giovanni. Affrontando ancora una serie di colline non troppo impegnative che mi conducono prima a Colle Val d’Elsa e poi  nei pressi di Abbadia Isola ,vedo in lontananza in alto sulla collina, una cinta di mura con numerose torri che mi ricorda in qualche modo il Ricetto di Candelo.
E’ Monteriggioni dove l’unica strada che l’attraversa coincide con la Via Francigena. La chiesa Parrocchiale dell’ Assunta è romanica con facciata a capanna e qui Don Doriano e i suoi collaboratori , ai quali mostro la Credenziale, mi riconoscono e  mi accompagnano nella stanza dove già altre persone sono alloggiate . Visito il borgo medievale dove è stata allestita anche una   piacevole mostra su “La Via Francigena in terra senese” con testimonianze di pellegrini in cammino. La cucina della casa parrocchiale è a disposizione e mentre un ragazzo di Friburgo prepara la pasta al pomodoro,tre giovani di Treviso cuociono una saporita fagiolata .Io metto a disposizione vino rosso e pecorino e due signore di Anversa i biscottini di Prato. E’ festa a  Mons Regionis ! Bella serata.
Verso Siena imbocco la Cassia Nord , man mano che mi avvicino alla città il traffico aumenta, devo fare attenzione. Attraversando Porta Camolia entro in Siena che merita una sosta prolungata girovagando per le sue contrade con  Piazza del Campo e il Duomo . Esco da Porta Romana e la Cassia mi conduce verso la Val d’Arbia , la Grangia di Cuna , Monteroni col suo mulino fortificato, fino a Buonconvento dove al Museo di Arte Sacra una simpatica ragazza “certifica “ il mio passaggio.La strada è piacevole ,pur essendo una statale non c’è molto traffico. A Torrenieri che raggiungo dopo una facile ma lunga salita entro in Val D’Orcia dove il paesaggio agricolo è a dir poco splendido .Mentre salgo verso San Quirico d’Orcia in un susseguirsi di colline con Montalcino da una parte e Pienza dall’altra ‘penso a quanto sono fortunato a pedalare in questi luoghi che il tempo ha mantenuto intatti al passato .Dopo San Quirico in discesa fino alla deviazione per Bagno Vignoni che raggiungo salendo ripidamente per un paio di km. E’ un luogo molto suggestivo dove una grande vasca circondata da un loggiato testimonia l’uso delle sorgenti termali nel Medioevo. Proseguo per la mia Via e raggiungo Gallina comune di Castiglione d’Orcia dove passa il 43° parallelo, cosi’ almeno indica un bel cartello di colore giallo a bordo strada.E’ pomeriggio inoltrato e decido di fermarmi al bar-affitta camere che i “francigeni” conoscono essendo uno dei rari alloggiamenti nel raggio di diversi km. C’è anche Manfred di Colonia ,sta camminando da 40 giorni ma il suo tempo a disposizione sta per finire ..ma Roma si sta avvicinando. Ci facciamo un paio di birre medie e poi…..a dormire ! Siamo entrambe stra-stanchi !
La sosta a Gallina ,anche se non prevista ,è stata salutare per poter affrontare di prima mattina la lunga e ripida salita per la rocca di Radicofani a 876 mt.  Sono in piena montagna , l’Amiata che domina la valle è di fronte a me in un contesto paesaggistico straordinario. Il paese è fatto di pietra, pochi sono gli abitanti .Incontro il parroco Don Elia che mi invita a lasciare un segno del  mio passaggio . Dal 2000 sono più di 800 i pellegrini della Via Francigena che hanno lasciato un messaggio a Radicofani. Il Monte dei Paschi di Siena ne farà un libro. Anche qui esiste un Ospitale dedicato a San Giacomo e San Pietro.
Scendo nella Valle del Paglia e sempre seguendo la Cassia ,a Centeno entro nel Lazio, nell’alta Tuscia. Passato il Ponte Gregoriano salgo ad Acquapendente dove visito la cripta del Santo Sepolcro. In breve arrivo a San Lorenzo Nuovo dove d’improvviso appare il Lago di Bolsena ,lo costeggio per una decina di km e raggiungo la bella Bolsena dove un ‘altrettanto bella fontana mi disseta e mi rinfresca abbondantemente.La strada sale  e si allontana dal lago ma il panorama su di esso è sempre più splendido . A Montefiascone ho appuntamento con Edy dell’ Associazione Raggio di Sole alle h. 19.00 . Entro proprio nella piazzetta centrale del paese, mi siedo al tavolo del bar, un gruppetto comincia a scherzare e a farmi domande,spiego loro che arrivo da Oropa e che sto percorrendo la Francigena fino a Roma, mi prendono benevolmente in giro, l’allegria mi circonda , mi diverto, uno di loro è stato ad Oropa  quando viveva a Torino dove ha lavorato per tanti anni, ordino ovviamente un bicchiere di Est Est Est che mi viene offerto dalla simpatica compagnia. Edy che avevo precedentemente contattato telefonicamente è molto gentile e mi ospita presso il Convento dei Cappuccini che in cambio chiedono una semplice offerta.E’ tutto cosi’ naturale ,ospitare ed essere ospitati, accogliere ed essere accolti, conoscersi e poi salutarsi, anche questa è la “Francigena”.
Ormai Roma è vicina. Una ripida discesa mi conduce verso la piana che precede Viterbo. La città merita una bella pedalata fra le sue mura, il Palazzo dei Papi  e il quartiere di San Pellegrino.
Proseguo per Vetralla prima e Capranica poi, raggiungo l’antica città di Sutri dove, ai margini della Cassia si estende il Parco Archeologico che si può agevolmente percorrere in bicicletta su strada sterrata visitando l’anfiteatro e la necropoli. A Monterosi dove c’è un piccolo lago, conosco il Sindaco che mi timbra la Credenziale con il simbolo della Pro Loco che sta organizzando la festa patronale. Sono contenti della mia visita e mi danno indicazioni sulla Via.
Sulla strada per Campagnano ,ancora un incontro, un gruppo di camminatori svizzeri di lingua francese, in cammino da 54 giorni, mi complimento con loro, ci fotografiamo a vicenda. Sarà un bel ricordo da aggiungere agli altri.

campagnano

Campagnano incontro con pellegrini svizzeri
E poi Formello, il bivio per l’Olgiata, La Storta, la Giustiniana… per entrare in Roma si può passare per Monte Mario e la Trionfale o continuare per la vecchia Cassia : opto per quest’ultima fino ad imboccare la ciclabile del Tevere,quindi Castel S.Angelo ed eccomi a pedalare “trionfalmente” su Via della Conciliazione con San Pietro davanti ai miei occhi.
In totale i km percorsi dal Santuario di Oropa sono 967 in dieci giorni. Ho bevuto almeno ottanta litri di acqua. Ho conosciuto il vero significato di accoglienza.

La mia Via Francigena è conclusa. Mi manca.

La via Francigena è conclusa

Vittorio Aimone

Vedi articolo Tappe del viaggio

5 Responses to “Dal santuario di Oropa a Roma in bicicletta”

  1. gherardine said on 2009-05-25 at 9.07 pm #

    ohi ma quanto grandi SIETE…!!!!!!!!!!!!

  2. Lia said on 2009-06-24 at 4.15 pm #

    vorrei fare la via Francigena in Luglio, la parte Toscana fino a Roma, dove posso trovare i percorsi e delle cartine un po’ dettagliate??? grazie mille per una risposta

  3. andrea said on 2009-07-15 at 9.51 pm #

    Ciao sto organizzando viaggio da pavia roma chi puo darmi consigli su percorsi e consigli è beneaccetto,lo scopo del viaggio è religioso anche se non seguiro’ la via francigena sono in bici da corsa e mi srvono sistemazioni in albergo perche non posso portarmi quasi nulla con me

  4. Federico said on 2010-03-23 at 6.47 pm #

    Ciao,
    farò il tratto della francigena Fidenza-Roma in bicicletta la prima settimana di maggio. Per il pernottamento (ho già scaricato la lista di ostelli, conventi ecc) posso essere sicuro o è meglio portare la tenda al seguito ? Ancora una cosa: meglio prenotare il giorno prima di arrivare o solitamente non ci sono problemi di alloggio ?
    Grazie in anticipo. Se hai consigli o suggerimenti extra in merito al viaggio in bici ti ascolto volentieri. Federico

  5. Paola Fini said on 2010-05-17 at 4.12 pm #

    Caro Vittorio,
    è passato un secolo, ma ho visto con molto piacere delle tue imprese cultural-sportive. Ho ora un ufficio a Vigliano, e mi farebbe piacere fare una rentrée di vecchi (giovani) amici. Aspetto un tuo cenno per organizzare, un aperitivo o una cenetta in giardino da me a Cossato, appena la pioggia ci lascia un attimo di respiro. O sei già in giro a pedalare?
    Un caro saluto. Paola

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