Viaggiare nel tempo o contro il tempo?

La polemica sul tipo di tracciato voluto dai pellegrini che camminano verso Roma riemerge periodicamente, nei convegni a cui partecipo o sui forum “di settore”. Pubblico l’ultimo esempio, con uno scambio di messaggi tra me e un’anomima pellegrina che protesta contro l’eccessiva lunghezza di una tappa della Via Francigena. Voi che ne pensate?

MESSAGGIO DELL’ANOMIMA PELLEGRINA:

Ero tutta contenta per la notizia della nuova guida di cui si parla quando ho letto della segnaletica e allora ho ricordato quello che mi è successo questa estate. Tratto Mortara Garlasco: vedo dei segnali simili a quelli
stradali-turistici,mi fido, li seguo e solo dopo un po’ capisco che sono diversi dalle indicazioni in mio possesso e così allungo il mio cammino di almeno due ore (in mezzo alle risaie, affascinanti ma sempre risaie) .Da quel
momento, voi capite, ho temuto questi cartelli, e, con gli altri pellegrini incontrati lungo la via, li ho sempre verificati e spesso evitati non per ostilità o pregiudizio ma perchè non sempre questi cartelli ufficiali e le
iniziative solo apparentemente “gratuite”sono in sintonia con quello che i pellegrini vogliono fare e cioè camminare sulle antiche strade per arrivare a Roma senza perdere tempo e strada.
Ma queste cose i pellegrini le sanno e spero che il passaparola, come in questo caso davvero gratuito e non pagato dalle tasse di tutti noi, sia di aiuto a tutti. E chissà che qualche miracolo non aiuti a mettere bene i famosi cartelli sulle strade che da almeno 5-6 anni i pellegrini già percorrono …aspettando invano che le istituzioni facciano non gratis ma realmente e bene solamente il loro dovere.
Animo pellegrini.

LA MIA RISPOSTA:

Cara anomima pellegrina,
Il problema che poni non è nuovo, e l’abbiamo affrontato più volte durante il lavoro di questi anni.
Nel tratto Mortara-Garlasco, come in tanti altri tratti della Via Francigena, il percorso “ufficiale” procede a zig zag tra strade campestri, per evitare la provinciale Mortara-Tromello-Garlasco, che come tu sai è stretta, molto trafficata e potenzialmente molto pericolosa.
Non lontano da quella zona, a Robbio, un anno e mezzo fa è morto un pellegrino, investito da un automobilista in corrispondenza di una strettoia simile.
Le “antiche strade” di cui tu parli purtroppo spesso sono state rimpiazzate dalle strade moderne, e non esistono più. Se noi oggi vogliamo rivivere qualcosa di simile all’antico pellegrinaggio non possiamo farlo ripercorrendo le stesse strade (ammesso e non concesso che sia sempre possibile capire quali fossero) ma ricreando le condizioni di tranquillità, silenzio, e – per quanto possibile – immersione della natura in cui camminavano gli antichi pellegrini, transitando come loro per i “capisaldi” costituiti dagli edifici e dai luoghi di interesse religioso e culturale.
Tra gli antichi e i moderni pellegrini c’è però una differenza importante: i viandanti medievali spesso non avevano altri mezzi di trasporto se non le loro gambe. E quindi a ragione dovevano cercare la via più breve per Roma.
Se i pellegrini di oggi non vogliono “perdere tempo”, hanno ben altri mezzi a disposizione, il cammino non è fatto per loro. Il pellegrinaggio moderno è infatti un viaggio NEL tempo, e non CONTRO il tempo. E se questo è lo spirito del cammino, secondo me qualche deviazione in più in nome di sicurezza, silenzio e bellezza, ci può stare.

Entrando nello specifico, credo che il problema che tu hai avuto sia dovuto più che altro alla differenza tra il tracciato della tua guida e la segnaletica, il che giustamente ha creato disorientamento. La differenza di lunghezza di quella tappa tra la guida di Monica D’Atti e il tracciato del Ministero penso che sia al massimo di un paio di km, non certo di un paio d’ore… Inoltre la segnaletica per il momento è stata posata solo nel comune di Mortara, e non nei comuni di Tromello e Garlasco, per questioni di autorizzazioni, e questo al momento crea ulteriori problemi, che penso si risolvano a breve.
Per evitare questo genere di problemi abbiamo una sola strada: arrivare al più presto a un percorso univoco e correttamente segnalato, descritto da tutte le guide, esattamente come avviene per il Cammino di Santiago. Ciò potrà avvenire solo se invece che sparare a zero su quello che viene fatto dalle istituzioni – il cui contributo in un progetto del genere è doveroso e indispensabile – cercheremo tutti di assumere un atteggiamento costruttivo.
Quindi, se il percorso segnalato ti ha creato dei problemi e ritieni che esista in quella zona un percorso più breve che offra garanzie di sicurezza e godibilità simili, sarò ben lieto di verificarlo e di proporre la modifica alle Amministrazioni locali e al Ministero. Invito quindi te e tutti i pellegrini che in futuro dovessero avere problemi a contattarmi, tramite il forum o direttamente. Magari firmando il loro messaggio come io firmo la mia risposta.
Buon Cammino,
Alberto Conte
Consulente del Ministero per i Beni e le Attività Culturali per la Via Francigena

5 Responses to “Viaggiare nel tempo o contro il tempo?”

  1. Renata Crotti said on 2009-01-10 at 10.30 am #

    Caro Alberto, ho letto con attenzione sia la lettera della pellegrina anonima ( la scelta dell’anonimato non torna a suo favore!)sia la tua risposta. Come assessore della Provincia di Pavia che ha scelto di valorizzare il tratto pavese della V.F.(130 Km.), non posso che concordare con l’invito alla collaborazione che tu rivolgi a tutti i pellegrini che hanno a cuore la storica via. Le sterili polemiche e la caparbietà nell’individuare un capro espiatorio su cui “rifarsi” non giovano a nessuno e tanto meno al successo della V.F. Oggi davvero c’è urgenza che il percorso ufficiale sia uno e uno solo.E il risultato raggiunto con l’intervento del Ministero per i Beni e le attività culturali è di grande portata. Eventuali migliorie non possono che essere ben accette. Il tutto non a vantaggio delle istituzioni ma a vantaggio degli stessi fruitori della Via, i veri protagonisti del “cammino frangigeno”.
    Renata Crotti
    Assessore al Turismo e alle Attività Termali
    della Provincia di Pavia

  2. stefano said on 2009-05-07 at 8.25 pm #

    caro alberto, ho letto la discussione che ne è nata sulla segnaletica. noi faremo la via francigena in bici ad agosto partendo dal gran san bernardo e arrivando a roma…sapresti dirmi a che punto è la segnaletica ufficiale e quale guida è più affidabile delle tante in circolazione?
    un saluto

  3. Alberto Conte said on 2009-05-11 at 9.03 am #

    Caro Stefano,
    Purtroppo la posa della segnaletica è ferma da qualche mese. Ho già sensibilizzato il Ministero e l’Associazione delle Vie Francigene, e spero che le installazioni ricomincino a breve, ma purtroppo non potranno essere completate entro questa stagione per problemi tecnici e burocratici.
    Per quanto riguarda la guida, su quella elaborata da noi puoi trovare l’indicazione della ciclabilità di ogni tappa. Paul Chinn ha rielaborato il nostro percorso proponendo delle alternative nei tratti non ciclabili, e credo che la sua sia la soluzione migliore per chi va in bici. Trovi la guida su http://www.pilgrimagepublications.com. Mettendo insieme il mio e il suo lavoro dovresti arrivare a un ottimo compromesso.
    Comunque ti consiglio caldamente di usare un GPS, ti eviterebbe un sacco di problemi, date le lacune nella segnaletica.

    Buon viaggio,
    Alberto

  4. Federico said on 2010-01-22 at 5.54 pm #

    Buongiorno,
    intanto vorrei fare i complimenti per il sito e la guida sia GPS che in versione RoadBook.
    Un piccolo consiglio : Vorrei intraprendere il percorso della via francigena da Fidenza a Roma in Mountain Bike.
    Avendo una settimana a disposizione (periodo fine febbraio), dite che è una cosa fattibile o diventa una “tirata” troppo faticosa ?
    Grazie in anticipo.
    Federico

  5. Alberto said on 2010-01-22 at 6.04 pm #

    Sono 26 tappe pedonali… mi sembra una gran tirata, soprattutto con la bici carica. Non ho fatto i calcoli esatti ma dovrebbero essere una media di 80-90 km al giorno. Ce la puoi fare se eviti alcuni tratti molto impegnativi del percorso pedonale. Ad esempio tutta la cisa falla sulla statale, che è bella, e a Pontremoli passa sulla destra magra, andando fino a Sarzana sulle strade asfaltate. Poi da San Miniato inizi le sterrate senesi, e capisci come mai chiamino quelle colline le crete: se il terreno è umido è quasi impossibile pedalare perché il fango ti impasta le ruote.
    Studiati bene ogni tappa, e le relative scorciatoie.
    Buon viaggio,
    Alberto

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