A piedi: che tipo di viaggio preferiamo?

L’Associazione La Boscaglia da qualche mese ha inaugurato una sezione molto interessante del proprio sito www.boscaglia.it, in cui organizza sondaggi tra i visitatori, ai quali è richiesto di pronunciarsi su argomenti che riguardano il camminare.

Particolarmente significativo è l’ultimo sondaggio, in cui veniva chiesto quale fosse il tipo di viaggio a piedi preferito dai visitatori in questo periodo.

Ebbene, hanno vinto al fotofinish i ”viaggi nella natura selvaggia”, con il 29 %, con un solo punto di vantaggio su ”un camminare storico, da viandante, di paese in paese” (28 %).

Leggermente staccati i “viaggi per spaesarsi e ritrovarsi” (20 %), con un buon vantaggio sui “cammini spirituali e pellegrinaggi” (13,5 %), e i ”viaggi avventurosi” (7 %). 

Nettamente all’untimo posto i “viaggi enogastronomici” (2,5 %).

D’accordo, non hanno votato moltissime persone (338), e tutte fanno parte di un target di un certo tipo, ovvero quello dei (numerosi) simpatizzanti de La Boscaglia e della sua filosofia del camminare. Ma il risultato è comunque molto significativo.

Innanzitutto il “camminare da viandante”, tra i centri abitati, e su percorsi misti, non solo su sentiero, raccoglie un interesse sempre maggiore. Merito della notorietà del Cammino di Santiago? O voglia di riappropriarsi di un territorio sempre più saccheggiato?

Importante la distinzione tra “pellegrinaggio” e “camminare da viandante”, in cui è possibile leggere che le motivazioni che portano sempre più persone a incamminarsi verso Santiago o verso Roma non sono sempre religiose, anzi.

Secondo me, contrariamente alle apparenze, tra tali motivazioni è da cercarsi anche la voglia di “spaesarsi e ritrovarsi”. In cui la rassicurante sequela di frecce che conducono verso la meta libera la mente dall’assillo di perdere la strada e rende lo spaesamento e il ritrovamento tutto interiore.

Sorprendente, anche considerando il tipo di votanti, la magra prestazione dei viaggi avventurosi. Tutto sommato più comprensibile la scarsa propensione ai viaggi enogastronomici.

E voi, che ne pensate? Scrivetecelo qui sotto!

 

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