7 Agosto – Il cow boy e il karateka
Davanti alla moltitudine, spirito e introspezione
davanti ai panorami, calma e tranquillità
davanti a tutto, il Cammino
che è saggio, che ti rende saggio
apre le porte, la mente e il cuore.
(Alberto – spagnolo – sul libro degli ospiti)
La tempesta ormonale di Filippo prosegue per tutta la notte: vengo svegliato alle 4 dai sussulti del letto a castello. Mi alzo minacciandolo, e quando sembra che si sia finalmente calmato, alle 4.50 suona la sveglia, che nel frattempo gli è caduta sul pavimento. Mi alzo quindi alle cinque e un quarto, un evento così sorprendente che quando Maite si alza si preoccupa vedendomi in piedi, e mi chiede se è successo qualcosa.
Alle 6.30 esco dall’ostello e trovo Fausto seduto accanto alla soglia. Carmen gli sta fasciando un piede martoriato dalle vesciche, l’altro piede è immerso in un catino di acqua e sale.
L’apertura delle 13 si annuncia difficile: una cinquantina di persone aspettano fuori, e Filippo sta approfittando del pomeriggio libero che ci concediamo a rotazione per visitare Santo Domingo della Calzada, meta della gran parte dei nostri ospiti (e delle nostre ospiti) di ieri notte. Sicuramente sarà interessato alle bellezze architettoniche del grazioso villaggio.
Io e Maite non ci siamo ancora ripresi dall’ondata dei primi arrivi quando inizia lo spettacolo del giorno.
Chris e la sua storia sembrano usciti da un film. Lui è un trentenne austriaco bello come Raoul Bova, capelli lunghi, cappello da cow boy e copripantaloni in pelle. E’ partito dai Caraibi, ha attraversato l’oceano su una barca a vela, ma si è annoiato durante la traversata. Dopo aver deciso che la nautica non faceva per lui ha comprato una cavalla dagli zingari, e ha iniziato il viaggio di ritorno percorrendo il Cammino della Plata e adesso il Francese. Mi chiede notizie del Cammino verso Puy en Velay, in Francia, che però pochi conoscono. Si siede al computer per cercare informazioni su internet, e meno di dieci minuti dopo entrano tre signore francesi… con la credenziale di Puy en Velay. Una di loro ha percorso tutto il Cammino da Puy a qui, e ovviamente è in grado di fornire informazioni utili a Chris.
Il fatto di trovare, a volte inspiegabilmente, ciò che si cerca, è una costante del Cammino. Solo chi lo ha percorso può capirlo.
Chris e la sua cavalla
Quando arriva il signor Akai, il cast è completo. Da una parte della stanza un austriaco vestito da cowboy con il cavallo parcheggiato nel piazzale di fronte all’ostello, chiede a tre signore francesi la strada di casa. Nel frattempo al banco della reception un signore giapponese che indossa un kimono bianco da karate con tanto di ideogrammi neri sulla schiena e il tradizionale copricapo conico in bambù, si fa spiegare da Maite la strada per il vicino palasport, dove dovrà dormire per terra, senza nemmeno il materassino. Il signor Akai ascolta attentamente la spiegazione e ci saluta con un inchino, ringraziandoci.
Verso sera un gruppo di ragazzi italiani preparano la cena, mentre Milo suona lo scacciapensieri.
Maite mi presenta Jaume, un catalano che percorre il Cammino per celebrare i quaranta chili che ha perso negli ultimi sei mesi. Indossa una maglietta arancione con il logo del suo viaggio: eX-XL. Un’iniziativa che organizza viaggi lungo il Cammino dedicati ad ex obesi patologici, per incoraggiare altre persone come loro a operarsi allo stomaco per dimagrire, e iniziare una nuova vita. Raccontano il loro viaggio in un blog, purtroppo solo in catalano e castigliano, all’indirizzo www.calbenido.org/ex-xl.
Il mondo ci passa davanti ogni giorno. E’ bello guardarlo girare, dalla porta del nostro Albergue.
3 Responses to “7 Agosto – Il cow boy e il karateka”

elena savoini said on 2009-08-08 at 10.29 pm #
ciao grande e carissimo alberto,
prima cosa: ho preso anch’io il virus…… sono in españa e sto facendo il cammino frances……
Sono partita da roncesvalles al 23luglio e ora a Leon stamattina ho aperto la posta per la prima volta e letti i vostri messaggi; mi e’presa una commozione incredibile e ho tentato di rispondervi con una tastiera scassata riuscendo alla fine solo a cancellare tutto.
le coincidenze del cammino sono davvero la sua magia e un misto di telepatia, sogno,condivisione e legami profondi che ti si rivoltano dentro.I pensieri diventano un sorriso,
ti senti leggero come il vento e sicuro che cio’che speri accadra’.
Ti racconto di Najera,ospitalero Ramon, ganzo sui 55 a occhio che al pomeriggio ci ha portato al fiume a fare il bagno in quella splendida vasca idro-massaggio vicino alle grotte (assolutamente da consigliare dopo la camminata abbastanza allucinante lungo la strada,ma dopo c’e'di peggio nel cammino vedi ultime mesetas)e si e’anche fatto il bagno nudo. io, che avevo il costume, lo guardavo ridendo.Simpatici gli ospitaleri e attenta susanna!
Pero’e qui vedi le coincidenze anch’io proprio li’ho fatto un incontro staordinario: Sergio un milanese 74enne che partito anche lui per fare il normale cammino, quand’era arrivato a Santiago non voleva smettere ed e’ arrivato a finisterre poi e’ tornato a Santiago fermandosi a dormire in un albergue vicino alla stazione per ritornare a casa.
il giorno dopo si sveglia e decide di telefonare alla moglie spiegandole….tenetevi forte, che aveva deciso di fare a piedi anche il ritorno. Ha omesso di ripetermi,per discrezione, la sfilza di parolacce che si era sentito e ci abbiamo riso su.
pero’ gli ho chiesto come diavolo facesse ad andare all’incontrario perche’ quando appena ti allontani per sbaglio o scelta,come e’ capitato a me, dal cammino segnato dalle frecce senti sempre urla o fischi di qualcuno dietro che ti avvisa.
Mi ha detto che ha preparato un cartello con la scritta ” sono loco ( matto ) vado al contrario “.
Io sto scrivendo un diario su carta,lettere,sms ma non so se rimettero’ le mani su un computer,ora nella residenza universitaria di leon dove mi sono concessa una camera singola e due giorni da turista ( facendo 40km con il treno) ho anticipato i compagni di pellegrinaggio incontrati, con cui ho creato legami straordinari parlando dei meta linguaggi fatti di una frase inglese,una italiano,una francese con lo spagnolo per condire il pasticcio.
Vi assicuro che ci si capisce benissimo perche’si vedono gli occhi, le mani e al di sopra della razionalita’ si lascia parlare il cuore e l’emozione. Non si fanno quasi mai discorsi pratici ma confronti che vanno dalla politica, alla cultura e alla fede.
So che non ci credete ma venite qui e lo proverete.
Resto emozionatissima dal tuo racconto alberto perche’ e’ anche da cio’ che di straordinario sto vivendo. come una pace interiore che per ora
non mi abbandona mai, e conoscendomi qualcuno si stupira’, invece e’ cosi’.
Ultima cosa,ho parlato di Francigena a molte persone;en passant, con Jvonne e altre amorevoli 5 pellegrine ai primi di luglio abbiamo fatto da lucca a siena ( i cartelli ci sono e si continua a stare in un quadro ma l’ospitalita’e i costi sono davvero un punto debole) e penso che il mio entusiasmo li abbia anche un po’ contagiati.
speriamo.
Dopo la faticata di questo post spero che ti arrivi, insieme con un grosso abbraccio.
Da lunedi’ riparto e l’unico mio vincolo e’ dover essere a scuola il 1 di settembre(che e’anche il mio 50esimo compleanno, sigh!) se arrivero’ a Santiago ( superstiziosa come non mai!) portero’volentieri capesante per tutti.
bacioni elena1
admin said on 2009-08-09 at 9.26 am #
Il mondo è piccolo, soprattutto lungo il Cammino.
Pensa, ci siamo mancati per tre giorni soli.
Quanto a Ramon, beato lui che riusciva a fare il bagno nudo con le pellegrine… qui noi a momenti non abbiamo il tempo nemmeno per farci la doccia!
Buon cammino,
Alberto
Viaggi a piedi e in bicicletta - itinerAria » 6 Agosto - Dalla zucca alla “Calabaza” said on 2009-08-24 at 9.42 pm #
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